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06 Patatas Nana

Si chiamano Patatas Nana, sono delle patatine artigianali gastronomiche.

Il nome, Nana, in spagnolo significa ninna nanna ed è proprio a Granada che lo chef italianissimo Michele Gilebbi ha ascoltato i versi di Nana de Sevilla del poeta Federico García Lorca ed è sempre lì, nel cuore della Sierra Nevada, che ha avuto l’intuizione di creare Patatas Nana, rilevando una vecchia friggitoria e trasformandola pian piano in quello che oggi è il laboratorio artigianale dove vengono prodotte le patatine.

La storia non si fermata in Spagna ed è arrivata direttamente nelle Marche, a Senigallia, città dove lo chef vive e lavora e dove ha incontrato Francesco Mazzaferri, commerciale del settore food. Un giorno per caso Francesco ha assaggiato Patatas Nana, una vera e propria folgorazione, una ri-scoperta del sapore autentico della patatina e da lì ha deciso, insieme a Michele, di puntare tutto su Patatas Nana e di voler contagiare tutti con la loro bontà.

Oggi Patatas Nana, un vero prodotto gourmet, non si trovano negli scaffali dei supermercati, ma possono essere degustate nei migliori cocktail bar e locali, nei club più esclusivi, nelle enoteche più prestigiose, nelle antiche e moderne drogherie, nei bistrot e in quei negozi e luoghi selezionati che ricercano il sapore del genuino e della tradizione. E, dal 27 ottobre, avranno anche un corner nel nuovo aeroporto di Linate all’interno dello spazio gourmet di My Chef.

Queste patatine sono così rivoluzionarie che ridefiniscono il concetto di aperitivo. Sono realizzate con soli tre ingredienti senza conservanti e aromi, sono croccanti e gustose anche calde (avete mai provato ad assaggiare la classica patatina fritta calda?) e il loro sapore può essere esaltato da diverse salse con alici del Mar Cantabrico marinate in aceto o con lime e pepe nero, e ancora con succo di pompelmo o con polipo e rosmarino oppure componendole in tante altre ricette da scoprire e inventare.

La rivoluzione di Patatas Nana è quella di stupire in tutta la loro semplicità, e per rendere lo stupore alla portata di tutti, Michele e Francesco lo hanno chiuso in un sacchetto.

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