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Non si tratta della solita sala concerti “Le Metaphone” è un vero e proprio strumento musicale urbano sotto forma di edificio.
Accanto ai 600mq di pannelli fotovoltaici che alimentano e coprono con le rinnovabili il fabbisogno energetico della struttura, trovano posto una varietà incredibile di materiali e componenti costruttivi “acustici” capaci di produrre suoni. Costruito al posto di una ex miniera di carbone nella cittadina francese di Oignies e progettato dagli architetti francesi Herault Arnod Architectes, Le Metaphone è un edificio intelligente che interagisce con la città.

META-AMORIN

L’involucro esterno è un mosaico di materiali inseriti sopra alla struttura nera in calcestruzzo, che spaziano da pannelli in vetro satinato, al legno, all’acciaio corten, proiettandosi sulla piazza esterna a formare un portico aperto adatto ai concerti estivi. Tra la massa in cemento e la facciata esterna sono realizzate delle passerelle sospese per installare la strumentazione musicale che genera il suono diffuso dal rivestimento.

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Il progetto, quindi, oltre ad ospitare una sala concerti, diventa uno “strumento di musica urbana” grazie alla conformazione delle pareti esterne. I pannelli, permettono attraverso differenti proprietà acustiche, di produrre la composizione musicale trasmessa tramite sensori. Gli elementi strumentali integrati nelle facciate ed in copertura, pannelli vibranti ed elementi acustici in grado di produrre una ricca varietà di suoni controllabile da una cabina di regia interna alla quale sono connessi attraverso un apposito impianto, permettono, accanto alle melodie degli artisti, che lo stesso edificio si trasformi in uno strumento musicale dei più performanti.

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L’organizzazione modulare dell’interno permette di avere degli spazi flessibili che consentono di configurare la sala concerti con differenti capienze (500 o 1000 sedute) in funzione dell’evento ospitato.

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Secondo gli Herault Arnod Architectes esistono due principi di produzione del suono: meccanico, con strumenti acustici e interfacce elettroniche, e sistemi elettroacustici, dotati di elementi concavi montati su particolari piattaforme che agiscono come membrane altoparlanti per la diffusione dei suoni, lo stesso principio da sempre applicato nel settore automobilistico. Seguendo questa teoria i progettisti hanno realizzato una facciata prototipo dove sperimentare i differenti sistemi, realizzando 8 moduli da 1.2 metri dotati per metà di “strumenti acustici” e per metà di piastre vibranti per la diffusione dei suoni.

L’esperimento ha dato vita a quella che oggi è una delle sale concerto più innovative e particolari del settore.

(Fabiana Cambiaso, Università La Sapienza)

www.herault-arnod.fr

© André Morin; © Marie Clérin

 

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