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Oltre Courmayeur: come i Festival di Design stanno ridisegnando il paesaggio creativo Italiano.

Un racconto ed un incontro per scoprire il cuore dei Festival di Design, Courmayeur e oltre. Dal passaparola al successo: la magia dei Festival di Design.

Parole chiave: innovazione e comunità, le parole di Paola Coronel, promotrice, per il Design Week-end.

Nel cuore delle Alpi italiane, l'edizione 2024 del Courmayeur Design Week-end ha tracciato una nuova rotta per i festival di design nelle città minori, evidenziando un modello di successo basato su collaborazione, qualità e inclusività.

L'importanza crescente di eventi come questo, altamente partecipati, mette in evidenza come, nel panorama del design italiano, si senta la necessità, ad ogni latitudine di esprimere creatività e mescolare tendenze.

Gli elementi chiave che hanno contribuito al successo dell’edizione 2024, come la professionalità del team, la partecipazione pianificata delle aziende e lo spirito di gruppo, sono constanti per un fattore di crescita armonico.

L’accessibilità per giovani collaboratori e piccole realtà, valorizzando la qualità, indipendentemente dal fatturato delle partecipanti.

Innovazione e Tradizione: in queste perle di festival si cerca di creare un connubio reale tra quello che si chiama innovazione e la tradizione, sia nella selezione dei progetti che dei partecipanti, bilanciando l’effetto dei temi sull’ equilibrio.

 

La manifestazione, orchestrata dalla visione di Paola Coronel, per il Courmayeur Design Week-end, ha dimostrato come la passione e il lavoro di squadra possano trasformare un piccolo evento in un punto di riferimento per il settore, attirando professionisti e aziende con un mix equilibrato di tradizione e innovazione.

Courmayeur Design Week-end

Abbiamo fatto qualche domanda a  Paola Coronel, mente creativa e propulsiva dell’evento, riflettendo sull’impatto personale e professionale, sulla sua dedizione per il futuro degli Eventi.

La manifestazione, ha dimostrato come la passione e il lavoro di squadra possano trasformare un piccolo evento in un punto di riferimento per il settore, attirando professionisti e aziende con un mix equilibrato di  fattori. Questa sinergia tra i partecipanti, unita all’atmosfera informale e alla qualità dei progetti, ha creato un terreno fertile per idee audaci e nuove collaborazioni. Il futuro promette l’espansione di questo spirito in altre gemme italiane, come Ostuni e Pietrasanta, portando con sé una nuova era per i festival di design, dove la dimensione umana e la condivisione di idee sono al centro della scena.

Dopo il successo dell’edizione 2024 del Courmayeur Design Week-end, Paola Coronel riflette con noi sull’ evento che ha visto una significativa partecipazione di studi di progettazione, brand e giovani collaboratori, ottenendo anche riconoscimenti nazionali e il sostegno di prestigiose associazioni. La soddisfazione per i risultati ottenuti e l’entusiasmo per le future edizioni, in altre città italiane, sottolineano l’impegno e la passione del suo team, che continua a crescere e a valorizzare l’evento anno dopo anno.

L’evento mira all’accessibilità e all’inclusività, bilanciando aspetti diversi e  senza specifici criteri selettivi, ma valorizzando la qualità.

Abbiamo fatto con lei una chiacchierata, per capire più da vicino, dove trova l’equilibrio tra lavoro e vita personale grazie alla libertà e passione per il suo lavoro.

Quali sono stati gli elementi chiave che hanno contribuito al successo dell’edizione 2024 di Courmayeur e come prevedete di replicare questi successi nelle prossime edizioni, specialmente in città come Ostuni e Pietrasanta?

Il successo di ogni evento bello, come l’edizione 2024 di Courmayeur, è da attribuire al lavoro di un team professionale coeso e all’interesse crescente e pianificato di aziende e progettisti. La crescita costante dell’evento, l’allocazione di budget specifici da parte delle aziende per partecipare, e uno spirito di gruppo complessivo, favorisce la partecipazione e il passaparola, considerando anche l’habitat naturalistico e sorprendente che circonda l’evento stesso.

Una crescita costante ha permesso la trasformazione in un evento di alto profilo.

 

Considerando l’ampia partecipazione di studi di progettazione e brand, come ci si assicura che la manifestazione rimanga accessibile e inclusiva per i giovani collaboratori e le piccole realtà imprenditoriali?

L’evento, sebbene di piccole dimensioni, mantiene un’elevata qualità e inclusività, selezionando i partecipanti basandosi sulla qualità anziché sul fatturato, per incoraggiare la presenza di giovani collaboratori e piccole realtà imprenditoriali.

A fianco di colossi come Poltrona Frau o Cassina, ci sono sart-up come Dixpari, che recupera scarti plastici per farne lampade scultoree o Dolomitisch, un giovanissimo brand trentino, che trasforma i rilievi fotogrammetrici delle montagne in file di lavorazione a controllo numerico per caratterizzare sedute e tavoli magnifici.Oppure ancora DOS Design Open Spaces che sono i nostri partner “giovani e skillati” che dallo scorso anno portano avanti dei contenuti iper-tech tra realtà aumentata e intelligenza artificiale. In più, grazie al contributo del Ministero del Turismo, possiamo accogliere brand e progettisti, che portano valore alla manifestazione, pur avendo budget prossimi allo zero.

 

Nell’ambito dell’evoluzione della manifestazione, come bilanciate l’innovazione e la tradizione nel selezionare i progetti e i partecipanti? C’è qualche criterio specifico che guidi questa scelta?

La selezione di progetti e partecipanti per il Design Week-end bilancia innovazione e tradizione attraverso i temi annuali, che fungono da filtri suggestivi e selettivi. Ogni tema, come “VERSO(la)META” incentrato sull’innovazione del Metaverso, invita a riflettere sul passaggio dalla tradizione all’innovazione, valorizzando l’esperienza e l’artigianalità.

Nonostante non ci siano criteri rigidi, l’evento si configura come un raduno di progettisti e produttore , che collaborano in maniera altamente sinergica, arricchendo l’evento di progetti congiunti unici.

Con Poala Coronel viene spontaneo parlare anche un po’ di dimensione privata. E’ una donna affabile e solare, dilettica.

Cosi chiediamo come trovi l’equilibrio tra la gestione di un evento così grande e la sua vita personale?

Lei descrive il suo equilibrio, tra lavoro e vita personale, come un percorso di adattamento e passione. La recente libertà personale le ha permesso di dedicarsi completamente al lavoro, un’esperienza che trova inebriante e gratificante. La gestione dell’evento richiede un impegno intenso, ma la passione per il suo lavoro e l’efficienza organizzativa, l’aiuto dello staff che la circonda, le consentono di affrontare le sfide con entusiasmo, sfruttando la bellezza delle location come fonte di ispirazione. La struttura organizzativa è ancora piuttosto snella e i processi decisionali sono quindi molto veloci. Riusciamo a concentrarci più sul fare che sul convincere e questo è un grandissimo vantaggio.

Ho passato più di due settimane a Courmayeur per curare gli allestimenti e i disallestimenti e poi sono stata ad Ostuni per sopralluoghi … si possono immaginare luoghi più belli per lavorare?

Come darle torto !

In un tessuto di tradizione e innovazione, ogni edizione del Design Week-end tesse storie di collaborazione e creatività, lasciando un segno di grande sensibilità e creatività, anche dal basso, nel panorama del design italiano.

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